NOI CONTRO LA MAFIA #iostoconPaolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Raccontare la legalità #iostoconPaolo

 

Sognate, perché Non sognare equivale a Non vivereP.B.

 

Ci sono argomenti, come la legalità, di cui non si dice mai abbastanza; parole che, sebbene a volte siano “abusate” o retoricamente adoperate, sono sempre necessarie e mai accessorie, perché il silenzio uccide, corrode e alimenta la cultura mafiosa.
Eppure, a volte, la qualità di ciò che si racconta e l’autorevolezza di chi racconta, fanno la differenza, soprattutto se la platea è composta da ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni di età.
Per gli alunni della scuola media statale Giuseppe Mazzini dell’Istituto Comprensivo via delle Carine 2 di Roma, il 9 gennaio 2019 la differenza l’ha fatta Paolo Borrometi, giornalista minacciato dalla mafia e autore del libro “Un morto ogni tanto”.
Durante l’incontro, Paolo ha risposto alle numerose e mai banali domande dei ragazzi su diversi temi: mafia, droga, corruzione, ma anche impegno, coraggio e libertà, quella di scegliere da che parte stare, in primis, ma anche quella di esporsi, di partecipare, di non voltarsi mai indietro.
Per circa due ore ha messo a disposizione di noi tutti la sua personale esperienza di giornalista sotto scorta, coinvolgendoli nella drammatica esperienza che ha vissuto e vive quotidianamente.
Cultura della legalità, giustizia sociale, dialogo e rispetto sono state le parole ricorrenti, accompagnate da un alto senso di responsabilità di cui Paolo si è sentito giustamente investito, di fronte ad una platea così importante.
La nostra scuola, tuttavia, vuole ricordare Paolo Borrometi con la parola con cui ha chiuso l’incontro: Sognare, un invito alle nuove generazioni a non smettere di sognare, appunto e soprattutto a non permettere a nessuno di impedirci di farlo.
Tutti noi siamo grati a lui e a tutti quelli che come lui hanno combattuto e combattono quotidianamente la mafia. Siamo convinti che il modo migliore per vincere è parlare, condividere, partecipare, portare insieme il peso delle minacce, della paura con cui la mafia cerca di fermare le inchieste e la verità.
La scuola c’è, non ha paura ed ha altresì il dovere morale e civile di formare i ragazzi e renderli compartecipi delle battaglie degli uomini giusti.
La mafia si combatte con la cultura, educando all’etica e alla morale, responsabilizzando le nuove generazioni al cambiamento di cui si devono rendere protagonisti.
È stata una lezione molto formativa, con ragazzi capaci di comprendere che vivere nella legalità è prima di tutto uno stile di vita, improntato sull’onestà, sulla dedizione e sulla partecipazione alla vita pubblica.

LA MAZZINI STA CON PAOLO e le lettere che riceve non sono solo minatorie, ma anche di incoraggiamento a continuare a lottare insieme.
Loro sono tanti, ma noi di più.

“CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO, CHI NON HA PAURA MUORE UNA VOLTA SOLA” (Paolo Borsellino)

 

Prof.ssa Enrica Rivello